05 Maggio ore 18:00, il 60% dell’internet italiana si ferma…

c8680e13605c87a5402fa7417897f6b7.jpg

Succede che in un condominio nei pressi di via Caldera nella Milano Ovest, un ascensore si blocchi a causa di una centralina elettrica sovraccarica. Niente di grave può succedere, gli occupanti dell’ascensore avrebbero premuto il tasto di allarme e qualcuno sarebbe andato a liberarli.

Nessuno osa immaginare però cosa altro sta avvenendo, a poche centinaia di metri da quel condominio. Sempre su via Caldera, c’è un altro palazzo…ospita il MIX (Milan Internet Exchange) ovvero il nodo nazionale di interscambio dati tra i provider italiani (BT, Telecom, Fastweb, Vodafone, Wind, Colt, etc etc) praticamente tutti.

Ebbene il guasto dell’ascensore si è propagato anche alle centraline elettriche del palazzo del MIX, nessun problema direte voi, vuoi vedere che un consorzio come il MIX abbia problemi se va via la corrente? Ebbene si, si è spento tutto!!!!!

Guardate è una cosa inconcepibile, chi lavora nell’informatica sa che prima ancora di farti premere i primi tasti sulla tastiera il primo giorno di “lavoro”, il tuo capo ti mostra una macchina e ti dice “Può cascare pure il mondo, ma questa macchina deve restare ‘su’ ” e ti insegna cosa significa “ridondanza”: in caso di un sistema vitale/critico/si devono avere due copie sincronizzate del sistema stesso in maniera tale da avere la continuità del servizio. Se muore uno in automatico l’altro si attiva e continua a fornire il servizio. E’ l’ABC !

Al MIX, nonostante ogni giorno viene gestito il 60% dell’internet italiana, il concetto di ridondanza sarà sembrato superfluo. Ma io sono convinto che la colpa non è dei tecnici che ci lavorano, ma dei capi dei capi dei capi, quelli che sicuramente sulle loro scrivanie avranno ricevuto dossier su dossier stilati dai responsabili di rete e dell’infrastruttura preoccupati di quella situazione. Ma che non hanno mai degnato nemmeno di uno sguardo per timore di spendere soldi su qualcosa che potrebbe essere visto come “eccesso di zelo”.

Immagino quei tecnici che lunedi alle 18 hanno sudato freddo nel sentire il “silenzio” delle macchine, quando sono scesi nella server farm e le loro orecchie che erano abituate al ronzio pressante delle ventole sono rimaste in ascolto invano. Posso immaginare le bestemmie dirette a chi non ha mai letto quei dossier e le imprecazioni per il lavoro che gli aspettava… “dai tutti insieme nel minor tempo possibile”. La volontà e l’energia che si prendono da non so cosa, forse dal fatto che sicuramente l’orgoglio del tecnico per il suo lavoro è 300 mila volte più grande del manager che gestisce tutta l’azienda. E infatti in meno di un ora i tecnici del mix avevano ripristinato tutto. Ma la cosa resta gravissima, non si può permettere un buco NAZIONALE di 60 minuti su internet, se consideriamo ad esempio che una transizione finanziaria effettuata su internet dura 2 secondi…. immaginate ad esempio quanti soldi sono stati persi da aziende che ci campano su quelle transizioni. E’ inconcepibile che il traffico internet di una nazione sia centralizzato in un unico posto che non è ridondato ed è così vulnerabile!!!! A Roma ne esiste un’altro si chiama NAMEX gestisce una percentuale minore di connessioni, ma a causa dell’eterna idiota rivalità professionale  tra Milano e Roma non si sono mai messi d’accordo su come unire insieme i due centri per farne uno la copia dell’altro…. 

Vabbè direte voi, Andrè che ti aspettavi in una nazione dove per 1 giorno e mezzo è mancata la corrente per colpa di un albero che ha tranciato un cavo?

miserabilmente, BYEZZZZZZZZZZZZZ

 

05 Maggio ore 18:00, il 60% dell’internet italiana si ferma…ultima modifica: 2008-05-07T11:25:00+02:00da snipho
Reposta per primo quest’articolo